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Il museo ha sede nel
palazzo Fanzago, un palazzo nobiliare del XVII secolo, a dispetto
del suo nome il museo non è dedicato totalmente al tombolo, le tre
sale espositive di cui si compone sono così suddivise:

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Una sala al primo
piano con tappeti, ferro, legno;
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Due sale al secondo
piano destinate al tombolo (esposizione e vendita).
La visita comincia
dalla sala dedicata agli oggetti di ferro battuto, legno e ai
tappeti.
I TAPPETI :
Alcune notizie sulla lavorazione locale dei tappeti
desunte dalle spiegazioni fornite nel percorso di visita
Una leggenda racconta che l’arte dei tappeti fu introdotta a
Pescocostanzo da schiave turche e cipriote, mancano documenti
storici che avvalorino tale tesi ma è noto che prima dell’anno 1000,
nuclei di orientali (in particolare greci, albanesi e bulgari)
dimoravano sulla fascia costiera abruzzese-pugliese e nei territori
interni. Da tenere in conto è la grande produzione di lana della
zona e l’isolamento in cui le donne vivevano quando gli uomini erano
via con le greggi a svernare nei territori pugliesi.
Tutti elementi che avvalorano quindi l’ipotesi di un’origine antica
locale del tappeto di lana, a cui si affiancò in seguito l’apporto
delle schiave orientali, sembra infatti che ci siano testimonianze
scritte sulla presenza di schiave a servizio di nobili famiglie di
Pescocostanzo.
“Tecnicamente il tappeto di Pescocostanzo differisce da quelli
orientali annodati che genericamente sono detti persiani ed
assomiglia alle tovaglie perugine e ai tappeti tessuti dalle
popolazioni del Caucaso della regione Karabagh, detti Sumak. I fili
che costituiscono i motivi ornamentali a colori sono intrecciati
nell’ordito e alternati ad ogni battuta, da fili di trama del fondo.
Anche le tinture a Pescocostanzo come nei centri del Caucaso
venivano ricavate da sostanze vegetali ed organiche.
Il tappeto pescolano non servì mai per coprire pavimenti bensì:
cassoni nuziali, panche, pareti. Il formato stretto e lungo del
primo del secondo tipo ce lo conferma; ma anche quelli a due teli
con le proporzioni e le caratteristi he del tappeto classico
servirono per rivestire le pareti e coprire letti. Nonostante le
affinità teniche ed estetiche con altri manufatti va riconosciuta
alle abili e creative donne di Pescocostanzo la particolare fantasia
ed il gusto nell’intreccio sia nei colori che nei disegni che hanno
portato all’elaborazione di un particolarissimo genere di tessuto
che è a ragione considerato il più bel prodotto tessile dell’arte
popolare italiana.”
tratto dalle informazioni affisse nella sala dei Tappeti del Museo
del merletto a tombolo di Pescocostanzo (AQ).
La visita prosegue nelle due sale superiori dedicate al tombolo.
Il tombolo di Pescocostanzo:
Due le ipotesi
sull'origine delle trine pescolane.
L’origine del merletto a tombolo di Pescocostanzo è dibattuta, una
prima ipotesi più certa e documentata afferma che questa lavorazione
deriva da quella di Modano e di Cantù, la seconda ipotesi invece si
fonda sul confronto tra attività artigianali diffuse a Venezia e
analoghe attività esistenti a
Pescocostanzo,
legando l’origine delle trine pescolane al merletto veneziano. Tra
Venezia e L’Aquila esistevano rapporti commerciali, non è quindi
escluso che ci siano state influenze. A Pescocostanzo, per esempio,
era diffusa la lavorazione del ferro battuto e della filigrana
(alcuni motivi a tombolo sembrano ispirarsi a questa e viceversa).
Nel museo ci sono anche testimonianze di queste attività
artigianali, ancora nel comune ci sono opere pittoriche di scuola
veneziana. Tuttavia resta più probabile la prima ipotesi che fa
risalire l’origine del tombolo pescolano agli insegnamenti delle
donne dei mastri-muratori lombardi arrivati nel comune per avviarne
la ricostruzione dopo il terribile terremoto del 1456.
In seguito nel XVIII secolo, secondo quanto riportato dalle mie
fonti, una famiglia di artigiani pescolani trasferitasi a L’Aquila
diffuse la lavorazione del tombolo, che in seguito si differenziò da
quello pescolano originario.
Le trine di Pescocostanzo si diffusero e furono apprezzate in Italia
e all’estero a partire dagli inizi del ‘900 ad opera di un colto
prelato del posto, Domenico D’Eramo.
Nel
1982 il comune di Pescocostanzo con il Centro Servizi Culturali
della regione Abruzzo curò una mostra sugli antichi merletti
pescolani con una ricerca sulle origini del tombolo.
Oggi la diffusione e il compito di tramandare questo tipo di
lavorazione alle nuove generazioni è affidato alla scuola comunale,
Scuola di merletto a tombolo del comune di Pescocostanzo.
Nella brochure corredata da immagini di lavori preziosi, ci sono i
motivi del passato e le “scede”,
motivi
più semplici che costituiscono l’alfabeto della merlettaia, si parte
dalle più semplici con una o due coppie di fuselli per aumentare man
mano la difficoltà fino ai motivi più complessi da trenta coppie e
più, i nomi dialettali derivano dal modo di lavorazione, si ispirano
al motivo raffigurato, o hanno un origine fantasiosa (pinti pinti,
cappiette, crucette, la giara e la frasca, la pupuatta etc.) Le
trine di Pescocostanzo hanno due metodi di lavorazione
”rinascimentale”, con ampie volute e motivi floreali, ”punto antico”
con la ripetizione di motivi propri della tradizione come: la giara,
l’aquila, la rosa, i pesci etc.
Questa antica tradizione rivive oggi grazie alla scuola comunale di
merletto che organizza corsi per le bambine, e per gli adulti
(soprattutto nel periodo estivo), le maestre merlettaie ”riscoprono”
i motivi del passato le sequenze dei passaggi, ridisegnano e
riadattano i disegni di un tempo al nuovo gusto.
Nelle sale del museo è possibile ammirare i lavori creati sui
modelli antichi, i lavori antichi, un prezioso catalogo di motivi
del primo ‘900 (l'immagine in alto), una collezione di fuselli
italiani e stranieri, le varie scede codificate, e possibile
acquistare anche alcuni lavori, fuselli e naturalmente i disegni
tratti da quelli dai lavori antichi.
La scuola organizza corsi estivi a vari livelli per informazioni:
Municipio di Pescocostanzo tel.0864 – 641418
Scuola di Merletto a Tombolo del Comune di Pescocostanzo,
Palazzo Fanzago piazza Municipio; 67033 Pescocostanzo (AQ)
tel 0864 – 640003, 640004
fax 0864 - 640005
Sezione curata da
Agnese materiale prelevato dal sito:
http://guide.supereva.it/non_solo_punto_croce/interventi/2001/05/45090.shtml |